L’ALLEANZA RUSSO-GRECA CHE SPAVENTA UE E USA

La Grecia, attraverso Cipro, ha una lunga tradizione di “affiliazione” con il panorama russo. Infatti le sue meravigliose spiagge, nonchè la religione ortodossa, oltre che la storia in sè, hanno da tempo favorito una naturale propensione nei confronti dell’ex colosso sovietico. A confermare tutto ciò anche la nascita delle forti correnti nazionaliste greche che vedono nella Russia un alternativo traguardo all’opprimente scenario europeo, certamente visto con odio date le difficilissime scelte economiche imposte ad Atene dalla Troika.

E proprio  approfittando del rally che Atene,  inaspettatamente, ha registrato dall’inizio del 2013, con un +143% e rendimenti sui bond scesi a meno dell’8%, la Russia è tornata ad accendere al sua attenzione verso i gioielli di famiglia che la Grecia, a causa della crisi sempre più stringente, per non dire drammatica, è costretta a vendere. Fino ad ora le privatizzazioni in terra ellenica non hanno portato i risultati sperati e agli ottimisti 50 miliardi preventivati in anticipo, se ne sono registrati solo 1,7, cosa che ha portato il governo di Samaras a rivedere le sue aspettative per il 2020 a 22 miliardi e soprattutto  spostare il target  di riferimento. Non più isole da sogno, che evidentemente trovano solo raramente qualche acquisente e puntare al gas di cui può approfittare grazie ai giacimenti sotto il livello del mare.

Oltre alle lotterie di stato, infatti, il primo ministro ha fatto visita a Pechino per tastare il polso dell’interesse per l’aeroporto  Venizelos e per una frazione delle ferrovie. Ciò che però potrebbe creare problemi, infatti, sarebbe proprio il gas. Quando a suo tempo Cipro creò l’imbarazzante incidente diplomatico, o per essere più precisi quello che avrebbe potuto essere un incidente diplomatico, e cioè lo sfruttamento dei giacimenti del mediterraneo orientale offerti ai russi quando Israele vantava un’opzione sul contratto, si temé l’inizio di una seconda guerra fredda. Infatti, come tutti sappiamo, dietro Israele si trova il più delle volte Washington e l’interesse di Gazprom fu allora gentilmente rifiutato. ufficialmente, però, Atene non dovrebbe avere problemi per quanto riguarda la rete del gas ellenico (Desfa). Un momento delicato se si pensa che invece Bruxelles sta esaminando la posizione dominante (troppo) di Gazprom sul mercato del gas europeo. Non solo, ma Mosca ha già registrato volontà di accordi con Kiev per la fornitura di gas all’Ucraina. Troppo per una sola società che gli Usa sospettano di influenze sulla politica europea attraverso il potenziale ricatto degli energetici. Ma non è finita. Nel caso l’Unione Europea non accettasse la posizione del colosso russo, ci sarebbe sempre una strategia alternativa seguita da questo: una proposta la cui paternità sarebbe fatta risalire alla Syntez, in mano di un altro magnate russo, Lebedev.

 

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