La sfida di Veneto Banca e il freno della Consob

Venezia, Veneto e non solo: dopo l’annuncio fatto da Veneto Banca, in merito al progetto di finanziamento agevolato da tre milioni di euro, concesso alle strutture alberghiere della città marinara a nord-est d’Italia, l’istituto di credito trevigiano avrebbe recentemente stretto accordi con Confindustria Umbria, per il sostentamento della PMI italiana. Un settore, quello delle piccole medie imprese che, dal 2010 ad oggi, ha risentito negativamente di una condizione economica fattasi sempre più difficile e di una stretta del credito bancario ad imprese e famiglie che ha incrementato il rischio di fallimento aziendale.

La notizia dei 15 milioni di euro a sostegno quelle più piccole realtà imprenditoriali, dunque, è arrivata come manna dal cielo in tempo di carestia: Confindustria Umbria e Veneto Banca hanno infatti dichiarato che le somme messe a disposizione saranno finalizzate ad un piano di ripristino e fortificazione del tessuto imprenditoriale italiano, che proprio sulle PMI fonda la propria produttività.

Euforia imprenditoriale messa a freno dall’autorità

Quindici milioni, di cui un terzo versato direttamente da Veneto Banca e due terzi finanziati da Claris Factor e Claris Leasing, divisioni interne al Gruppo: a sottolineare la grandezza dell’operazione è intervenuto lo stesso presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti, il quale ha dichiarato come un piano di finanziamento quale quello intrapreso dall’Istituto di Montebelluna possa rappresentare una svolta per tutto il mondo imprenditoriale italiano, che grazie a tali progetti potrebbe tornare a reinvestire innovandosi.
Per una notizia positiva, tuttavia, è arrivata la contro-risposta di Banca d’Italia, la quale, prendendo in analisi la situazione bancaria del gruppo trevigiano e il bilancio conseguito dell’ultimo esercizio, ha contestato all’istituto una ‘carenza nel governo societario e nei controlli interni’, assieme ad una dubbia capacità di generare reddito sufficiente a coprire i livelli patrimoniali prefissati. Inoltre, una presunta sovra stima del valore dei crediti ed alcuni investimenti risultati ‘in conflitto d’interessi’, hanno portato la Consob a imporre alla banca veneta di rivedere i dati relativi agli anni 2012-2013, a far chiarezza su budget e piani presentati in assemblea e ad procedere con cautela nell’attuazione dei progetti previsti per il 2014, anno in cui la stabilità patrimoniale dovrà ricevere l’approvazione delle autorità europee per continuare ad operare.

Se si stava cercando un modo per placare l’euforia di un mondo imprenditoriale tornato a sperare, questa era la via più rapida.

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